Essere cacciatori temprati da anni e anni di esperienza a volte non basta. Per scovare la regina del bosco occorrono estrema attenzione per i dettagli, sangue freddo e… una buona dose di fortuna. A raccontarcelo, Luca Giorgini.

Ci si sveglia all’alba, magari dopo aver trascorso la notte insonne a vagliare percorsi e possibili strategie. Si affrontano le intemperie all’esterno e si imbraccia il fucile, sia con la pioggia scrosciante che sotto il sole cocente. Ci si addentra nel bosco, incuranti – ma mai del tutto – dei pericoli, per prestare assoluta attenzione ai “segni”.
Perché l’obiettivo alla fine è sempre e solo uno: vedere Lei e magari avere la fortuna di prenderla.

"Se sei riuscito a portare a casa la regina del bosco allora vuol dire che cacciatore e cani hanno lavorato davvero bene"Nella caccia alle beccacce si è consapevoli di sfidare un’animale dall’intelligenza fuori dal comune e a fine giornata, tornare a casa a mani vuote non è mai considerata una disfatta, ma al contrario un’indimenticabile esperienza da cui prendere spunto per tornare più forti e preparati la prossima volta. Ne è assolutamente convinto Luca Giorgini, giovane cacciatore che di trofei a casa ne ha portati tanti, eppure a distanza di anni il suo ricordo più vivido è legato ad una scaltra beccaccia che riuscì a gabbarlo in calcio d’angolo.

Le circostanze a volte sembrano proprio giocare a nostro sfavore, vero Luca?

Foto 1.pngProprio così e a distanza di tempo ancora ci rifletto. Quel giorno avevo trascorso l’intera mattina, dalle 6 alle 13 circa, alla ricerca della beccaccia e finalmente, insieme ai miei cani, avevamo trovato la rimessa.

Stavo predisponendo il tutto e pianificando in quale posizione piazzarmi, quando mi sono accorto che un grosso tronco caduto mi ostacolava la visuale e il tiro. A quel punto, l’unica possibile soluzione era passarvi sotto, ma nell’esatto istante in cui mi sono abbassato la beccaccia è volata via e io l’ho persa.

Questa esperienza dimostra quanto la caccia alle beccacce sia difficile, ma anche appagante per chi la pratica.
È molto difficile, si. La vera soddisfazione non sta nel riportare a casa la beccaccia come un trofeo, quanto tornare con la consapevolezza di ciò che si è fatto. Alla sera quando si condivide l’esperienza coi compagni di caccia o col papà, è bello scambiarsi esperienze positive e passi falsi che hanno portato la preda a scappare via e vincere la sfida. Se invece sei riuscito a portare a casa la regina del bosco, allora vuol dire che cacciatore e cani hanno lavorato davvero bene e si aspetta con ansia la prossima occasione per ripetere l’esperienza.

caccia-alle-beccacce.jpgQuali sono i luoghi migliori in cui praticare la caccia alle beccacce?
Si sa che l’habitat privilegiato dalle beccacce è il bosco, ma quello che a volte si dimentica è che questo animale ama ritagliarsi il suo angolo, un piccolo riquadro della boscaglia dove rifugiarsi. Ed è quei pochi metri quadrati che il cacciatore dev’essere bravo ad individuare. I luoghi di caccia alla beccaccia sono spesso chiusi e impenetrabili, che azzereranno la prontezza del cacciatore e la cerca del cane. Luoghi in cui la beccaccia si sente al sicuro e che rendono la sfida ancora più interessante.

Che caratteristiche deve avere un luogo simile?
Il luogo migliore in cui poter trovare le beccacce è innanzitutto quello capace di soddisfare le sue necessità biologiche. Ambienti protetti in cui il terreno, reso morbido dalle piogge autunnali, è ideale per poterci infilare il becco lungo e cibarsi di lombrichi e vermi dei quali va ghiotta.

La beccaccia trascorre il 98% del tempo a terra, ecco perchè il suo ambiente ideale deve essere asciutto e pulitoNei periodi di siccità si sposta vicino alle zone più umide del bosco, ma non si avvicinerà mai ad un acquitrino sporco e bagnato. Per lei, abituata a trascorrere il 98% del tempo a terra con le sue zampette corte, l’ideale è un terreno asciutto e pulito. A settembre è più facile trovarla in luoghi di montagna esposti a nord, che guardano nella direzione del mare. Con la comparsa delle prime nevicate e del gelo, invece, la si troverà più facilmente a bassa quota, nel sottobosco umido e asciutto.

Un fattore fondamentale da tenere a mente per chi dà la caccia alle beccacce?
La conformazione del terreno. Quando l’arciera viene disturbata e si lancia in volo ha un comportamento estremamente istintivo. A differenza di altri volatili, non ama le traiettorie in linea retta, soprattutto in prossimità di campi aperti, strade e fossati, ma preferisce un volo a ferro di cavallo che confonda il cane ed innervosisca il cacciatore.

Il fucile 828 U Beccaccia è il tuo compagno d’avventure da quando hai iniziato a cacciare. Quali sono le caratteristiche che lo rendono insostituibile in un ambiente ostico come il bosco?
La leggerezza. Solo 2.800 grammi, per un fucile che dev’essere portato in spalla per gran parte della giornata, in montagna o nel fitto del bosco. Senza dimenticare la robustezza e la precisione balistica impressionante che lo rendono unico tra i fucili per caccia alla beccaccia.fucile-per-caccia-alla-beccaccia.jpg