Chi è convinto che le donne preferiscano frasi sdolcinate e mazzi di rose rosse non ha ancora conosciuto Magda Moroni, grande tiratrice di Compak Sporting, sempre pronta a gareggiare al fianco dei migliori. A lei la parola per lasciarci raccontare come questo sport le ha cambiato la vita

Preciso, imbattibile (brandeggio) ed elegante. Sono questi i 3 aggettivi che meglio descrivono il fucile sporting 828U Benelli secondo Magda Moroni, colei che durante il Campionato europeo di Compak Sporting dello scorso anno a Cipro ha gareggiato insieme a grandi nomi come Martina Maruzzo, portando a casa un 34° rispettabilissimo posto tra le file italiane.

L’abbiamo intervistata per farci raccontare l’esperienza di una cacciatrice, abituata ormai da anni a confrontarsi quotidianamente con gli uomini, con i grandi campioni, e con le fatiche di uno sport che non lascia scampo se non sei mosso da una grande passione e da tanta forza di volontà.

Da dove nasce la tua grande passione per il Compak Sporting?
È una passione che ho nei geni. Mio padre era un cacciatore (non di tiro al piattello) e, spinta dal suo esempio, ho deciso anche io di prendere il porto d’armi e dilettarmi in questa disciplina. Vicino casa abbiamo uno dei migliori campi da tiro di Compak Sporting e così un giorno, mossa dalla curiosità, ho imbracciato il mio semiautomatico e sono andata in questo campo da tiro per sparare qualche colpo. Qualche tempo dopo mi hanno consigliato di utilizzare il fucile adatto per questo sport, il sovrapposto appunto, e da quel giorno ho iniziato e non ho più smesso. È stato amore a prima vista.

In uno sport prevalentemente maschile, cosa spinge una donna a volerci provare e, magari, eccellere?

Per ogni donna, il confronto con gli uomini è piacevole e stimolante. In questo sport, a differenza di altri che richiedono una maggiore prestanza fisica, la donna gioca ad armi pari e quando quest’ultima riesce a brillare in mezzo a tanti uomini è davvero una grossa soddisfazione.

Il Compak Sporting è uno sport in cui la presenza fisica è tanto importante quanto la tenuta mentale. Tu come ti alleni?
Cerco di concentrarmi molto sull’allenamento fisico, in particolare corsa ed esercizi che aumentino agilità e forza nelle braccia, fondamentale per chi deve brandeggiare un fucile sporting di 3,6 kg per lungo tempo, spostarlo di continuo per prendere la mira e colpire 100/200 piattelli durante tutta la gara.

A differenza di altri sport che richiedono grande prestanza fisica, nel Compak Sporting la donna gioca ad armi pariNon meno importante l’allenamento mentale.

Riuscire a rimanere concentrati sul piattello è estremamente complicato, per questo da circa 20 giorni è stato sviluppato il Benelli Training Team, un programma di allenamento settimanale seguito da me e altri 7 colleghi, supportati da un consulente che si occupa della nostra preparazione fisica e mentale.

È dura, ma ci sta aiutando moltissimo ad affrontare pronti e preparati le gare durante il weekend.

Raccontaci la tua esperienza quando hai provato per la prima volta il fucile 828 U Sport di Benelli.
Prima di imbracciare il fucile sporting Benelli avevo utilizzato un Beretta che nel corso degli anni ha richiesto diversi aggiustamenti. Un processo assolutamente normale. Si tratta di un gioco di precisione che va perfezionato nel tempo. I fucili da tiro richiedono tanti adattamenti perché possano diventare perfetti per chi li utilizza. E una volta pronti, a te rimarrà il compito di metterci abilità e precisione. Inaspettatamente, con 828 U Sport ho trovato un feeling immediato. Sono stati fatti degli aggiustamenti, ma le caratteristiche che l’arma ha di poterla adattare molto facilmente mi hanno davvero lasciata senza parole.

Quali sono i particolari tecnici più significativi?
Senza alcun dubbio il brandeggio. La velocità con la quale si riesce a muovere l’arma, spostarla da una parte all’altra senza fare grossa fatica, è davvero un grosso valore aggiunto. E poi la portata delle canne. Con strozzatori di media larghezza si riescono a realizzare tiri a dir poco perfetti. Lo si percepisce dal modo in cui si rompe il piattello.

Quale consiglio daresti alle giovani donne che si apprestano ad approcciarsi al mondo del Compak Sporting?

Le donne quando devono sparare hanno una grande paura: il rinculo. Ma non c’è davvero motivo di lasciarsi spaventare da questo. Si può partire gradualmente con calibri adeguati e poi, una volta pronte, passare ai fucili calibro 12 che generalmente vengono utilizzati nelle gare. Il Compak Sporting è uno sport che ti migliora, aiuta a mantenerti concentrato, a controllare le emozioni e non esiste paura al mondo che debba fermarci.