Enrico Zaina, ciclista cacciatore, ci svela i suoi luoghi prediletti

Dagli scatti in salita tra due ali di folla, al silenzio del bosco. Dal podio al Giro d'Italia 1996, ad una passione profonda per la caccia e le sue sfide.
È la vita di Enrico Zaina, ciclista professionista negli anni '90, oggi grande appassionato di caccia.

“Nulla di strano, molti ciclisti sono anche cacciatori. Le due attività si sposano bene perché quando la stagione agonistica è ferma, in tardo autunno e inverno, molti amano sciogliere la tensione camminando nei boschi, stando a contatto con la natura. Da Coppi a Bartali, da Battaglin a Moreno Argentin: sono tanti gli esempi di ciclisti cacciatori. La mia è una passione innata: quando ero ragazzino scappavo da casa per seguire i cacciatori. Ho trasmesso la passione anche a mio fratello, e ora a mio figlio Michele. E tutti noi non riusciamo a fare a meno dei nostri fucili per caccia alla beccaccia 828 U”.

"Quando ero ragazzino scappavo di casa per seguire i cacciatori"Non tutte le cacce però sono uguali. Ce n'è una, la caccia alla beccaccia, che è particolarmente amata. Da cacciatori gentiluomini, intimamente legata al bosco, connessa al rapporto col fedele cane da ferma. Con Enrico Zaina scopriamo i luoghi di caccia alla beccaccia migliori in Italia.
“È una caccia complicata. Non si ha mai la certezza dell'incontro.
E quando questo avviene, è sempre una scoperta. Perché a seconda del clima, della zona, del periodo, ogni uccello ha il suo comportamento. Una beccaccia non è mai scontata, non è un fagiano o una starna, non vola sempre allo stesso modo.
Il suo è un volo molto particolare: alle volte si sottrae dalla linea di tiro del fucile dietro una pianta o un albero, a volte fa la classica candela salendo in verticale, altre ancora sembra un beccaccino e scappa via molto bassa”.
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LUOGHI DI CACCIA ALLA BECCACCIA: LA MAPPA ITALIANA

Per approcciare questo tipo di caccia, è dunque importante conoscere a fondo i luoghi dove statisticamente si hanno più possibilità di incontrare la beccaccia.
Il primo criterio riguarda il calendario.
“Da ottobre a dicembre la trovi in altura, nelle Alpi come nelle parti alte degli Appennini – continua Enrico Zaina -. Poi tendono a scendere verso il basso, nei valloni e nelle zone pedocollinari. Sulle loro abitudini però stanno influendo i cambiamenti climatici.
Oggi infatti è possibile trovarle anche lungo il Po e dietro le rive dei fiumi, cosa impossibile dieci anni fa”.

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Per la sua conformazione geografica, l'Italia offre, da nord a sud, molti luoghi di caccia alla beccaccia.
“Partiamo dal nord, dalla catena alpina. Sono diversi i luoghi deputati. Tra questi, l'Alto Garda che confina con Trento e la parte alta della Val Camonica, da Ponte di Legno verso Aprica, Sondrio e Tirano. Sul Mortirolo (mitica salita del Giro d'Italia, ndr) si cacciano le beccacce ad ottobre. L'altitudine preferibile è tra i 1.300 e i 1.800 metri, al di sopra diventa molto difficile”.

La discesa verso sud segue la linea degli Appennini.
“I monti dell'Emilia Romagna e il Montefeltro sono luoghi privilegiati. Qui si trova da fine ottobre a tutto dicembre. A sud, le isole offrono ottime possibilità. La Sicilia è una meta eccellente, in Sardegna la si trova nei boschetti di mirto. La finestra temporale ottimale qui si colloca tra metà novembre e dicembre”.