L'esperto Enrico Zaina ci guida nella nostra prima scelta

C'è chi da bambino si svegliava all'alba per guardare di soppiatto il nonno uscire con il fucile caccia sotto braccio. Chi la passione gli è stata trasmessa dal padre.
Chi invece non ha parenti cacciatori, ma alla sola idea di camminare nel bosco e praticare un'attività così ancestrale sente crescere un desiderio irrefrenabile.

Il primo fucile imbracciato molto spesso è quello di un parente o di un amico. Ma prima o poi arriva il momento fatidico di dover acquistare il proprio fucile da caccia. Quello che non si scorderà mai. Come sceglierlo? Lo abbiamo chiesto a Enrico Zaina, grande esperto di caccia, che molti ricorderanno anche come ciclista professionista di successo o come protagonista di un'altra interessante intervista.

[FOTO: ZAINA]

Il primo dubbio da sciogliere: sovrapposto, doppietta o semiautomatico?
Io amo il fucile sovrapposto, per diversi motivi. Il primo è che una volta sparato, apri il fucile e hai le munizioni vuote in mano. Lasciare i bossoli nel bosco non è mai bello, prediligo una caccia ecologica. Il secondo riguarda la sicurezza. Non dobbiamo mai dimenticare che stiamo portando un'arma. Con il sovrapposto possiamo decidere di spostarci con il fucile aperto. Quando camminiamo nel bosco fitto, saltando un fosso: il fucile aperto è una sicurezza ulteriore. Ma ce ne sono altri.

Quali sono?
Per quanto riguarda la linea di tiro, il fucile caccia sovrapposto è il preferito dalla maggioranza dei tiratori. Con i due colpi, infine, si impara a sparare meglio. Il terzo colpo del semiautomatico sembra quello che ti “salva la vita”, ma in realtà si finisce spesso per sprecare il primo colpo. Sapere di avere solo due colpi è un ottimo esercizio per la concentrazione. La terza fucilata porta a fare tiri senza senso, di difficile esecuzione, a sparare a casaccio nel fitto.

Qual è stato il tuo primo fucile da caccia?
Il fucile 828 U caccia è un concentrato di innovazione, che regala tutte le sensazioni che un cacciatore cerca in un sovrapposto È stato proprio un sovrapposto: una scelta fatta osservando i cacciatori del paese, da sempre fedeli a questa tipologia di fucile. Aveva canne più lunghe di quelle che utilizzo adesso.

Erano da 71 cm, mentre oggi mi oriento su canne da 62/66 cm.
Il rinculo era molto più violento, il comfort decisamente ridotto.
I fucili odierni hanno fatto passi da gigante.

Penso all'828 U, un concentrato di tecnologia e innovazione, che regala tutte le sensazioni che un cacciatore cerca da un sovrapposto.

Quali caratteristiche deve avere il primo fucile da caccia?
La prima è senz'altro la facilità di brandeggio. In questo l'828 U è sensazionale. La maestria di Benelli è stata di aver posizionato i pesi in maniera perfetta. Un buon bilanciamento consente un allineamento corretto anche al secondo colpo. Un'altra caratteristica importante è la gestione del rinculo. Il sistema Progressive Control ideato da Benelli riduce la sensazione di rinculo e le vibrazioni, massimizzando il comfort del tiratore.

Infine, dobbiamo considerare che col fucile faremo molta strada. Ci serve un fucile “leggero”, basta qualche etto per fare la differenza. Il fucile caccia 828 U pesa meno di 3 kg: la leggerezza si apprezza tutta.

Scopri i tratti distintivi dei fucili da caccia 828 U.

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L'828 U può essere dunque il sovrapposto ideale per il neofita?
Sì, per tutti i motivi sopra descritti. E anche per le sue innumerevoli regolazioni del calcio e per il sistema Perfect fitting. Con l'aiuto di un bravo armiere chi inizia avrà tra le mani uno strumento su misura.

Quale approccio deve avere chi si avvicina alla caccia?
Non si caccia per gioco. La caccia è una sfida che richiede rispetto per l'animale e per il bosco. Se un tempo era anche questione di sopravvivenza, oggi dobbiamo considerare la selvaggina come un'offerta della natura. Io consiglio sempre di cacciare animali che si ama mangiare.
Non per necessità, ma ritengo etico che la caccia finisca il suo percorso a tavola. È un cerchio che si chiude.